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Dai paesaggi rurali ai caseggiati urbani

2017-11-11T11:29:10+00:00 09 novembre 2017|Anticipazioni, In Primo Piano|

La zona sud-ovest di Milano fino agli anni Venti del ’900 era caratterizzata da un paesaggio agreste solcato da un reticolo di rogge e fontanili, in cui si susseguivano campi, prati a marcita, fabbricati rurali, boschi, pascoli e seminati irrigui. Il continuo espandersi della città a poco a poco ingloberà i terreni agricoli e le superfici incolte, per delineare strade, costruire stabili civili, erigere edifici scolastici e di assistenza; lentamente le antiche denominazioni (Restocco, Arzaga, Molinazzo…), che identificavano le singole aree del luogo, si perderanno a favore dei nomi delle principali arterie stradali, utili punti di riferimento per i residenti e per gli esterni.

Nei primi decenni del ‘900 il Comune di Milano stipula convenzioni con Enti e Società, a cui vende terreni o con le quali si accorda per la costruzione di strade, case, fognature che successivamente passeranno a carico comunale; in particolare nell’autunno del 1915 il Comune conclude un accordo con la Congregazione di Carità per la vendita di un’area al Restocco, fuori Porta Magenta, dove edificare la nuova sede del Ricovero di Mendicità per Inabili al lavoro, per una spesa complessiva prevista di lire 3.550.000.

Il Consiglio comunale, riconosciuta l’impossibilità della Congregazione a ricoprire l’intera somma preventivata, “coobbligato per legge al mantenimento degli inabili al lavoro”, assume l’onore di finanziare i costi eccedenti del fabbricato e di realizzare gli impianti fognari e le strade circostanti l’edificio.

Gli eventi della prima guerra mondiale costringono la Congregazione di Carità a rinviare la costruzione del Ricovero: i lavori iniziano solo nel 1927 e il Comune si impegna a provvedere alla costruzione della fognatura e alla sistemazione delle sedi stradali circostanti l’edificio.

Il cambiamento dell’aspetto rurale dell’area di piazzale Bande Nere non avverrà in tempi rapidi, come attesta un articolo del Corriere della Sera del marzo 1935, in cui si legge che nella zona “non si scorgono che campi e rogge, alberi e fieni, e solo qua e là in lontananza i bianchi parallelepipedi di qualche nuova casa […], ma l’unico edificio che vi prospetti è, in cambio, monumentale: il Ricovero per gli inabili al lavoro […] e i cui più che mille ospiti sono i soli o quasi che la animino”.

Cortile dell'Istituto Inabili a lavoro, anni Trenta del '900
Zona Bande Nere foto aerea 1942