>Istituzione
Istituzione2018-06-11T21:08:54+00:00

Museo del Risorgimento

Scheda redatta da Ilaria De Palma

Cultura

Sede
Salone dei Giardini Pubblici di Porta Venezia (1886 - 1896)

Sede
Castello Sforzesco (1896 - 1951)

Sede
Palazzo Moriggia (1951 - oggi)

Il Museo del Risorgimento ha sede a Palazzo Moriggia, in via Borgonuovo, conosciuta anche come "contrada dei nobili" per la presenza di molti importanti dimore sei-settecentesche.

Il nucleo originario della collezione risale agli anni 1883-1884, quando una speciale commissione costituita dal Sindaco di Milano, Gaetano Negri, fu incaricata di raccogliere documenti e cimeli per la partecipazione della città al "Padiglione del Risorgimento" dell'Esposizione Generale Italiana a Torino. Al termine della rassegna le testimonianze tornarono a Milano e il 24 giugno 1886 venne ufficialmente inaugurato il Museo del Risorgimento Nazionale, ospitato allora nel Salone dei Giardini Pubblici di Porta Venezia. Nel 1896 lo spazio espositivo fu spostato nelle sale della Rocchetta al Castello Sforzesco, dove subì significative perdite a causa dei bombardamenti che colpirono il castello nel 1943. Solo nel 1951 si decise il trasferimento delle collezioni presso l'attuale sede.

Il percorso espositivo del Museo del Risorgimento, articolato in 14 sale, racconta, attraverso dipinti, stampe, sculture e cimeli, le vicende italiane, dal sorgere delle prime tensioni indipendentiste sino all’unificazione del Paese e alla proclamazione di Roma capitale.

La discesa in Italia nel 1796 di Napoleone costituì uno straordinario acceleratore per le riforme politiche ed amministrative e soprattutto determinò il risveglio di una coscienza nazionale. Milano visse prima l’esperienza della Repubblica Cisalpina e il 26 maggio 1805 fu palcoscenico della incoronazione a Re d’Italia dell’imperatore dei Francesi.

Sala del Museo del Risorgimento (Palazzo Moriggia, Milano)
Sala del Museo del Risorgimento (Palazzo Moriggia, Milano)

Di quella fastosa cerimonia il museo conserva il manto, lo scettro sovrastato dal Leone di San Marco armato di spada, il bastone di bronzo sul quale poggia la “Mano della Giustizia” in avorio e la corona (al momento solenne indossò però la Corona Ferrea, fatta appositamente giungere dal Duomo di Monza, dove è tutt’oggi esposta). La sconfitta di Napoleone e la conseguente restaurazione del governo austriaco nel 1814-15 non fermarono il processo di affermazione dei propri diritti e la volontà di autodeterminazione delle popolazioni della penisola. Il museo ripercorre quindi le grandi battaglie e le fasi salienti della lotta per la causa nazionale, custodendo il ricordo di numerosi patrioti e cospiratori, dai padri fondatori della patria ai “piccoli” eroi quotidiani, la cui partecipazione volontaria rese possibile grandi imprese come quella della spedizione dei Mille. Di questa fondamentale pagina della storia risorgimentale italiana viene esposto l’Album dei Mille, una raccolta di stampe all’albumina in formato carte de visite con i volti di tutti i 1089 partecipanti, realizzata dal fotografo Alessandro Pavia su richiesta dello stesso Garibaldi. I pittori Stragliati e Canella ci restituiscono immagini suggestive di un’altra tappa del cammino verso l’unificazione dell’Italia: le Cinque Giornate del marzo 1848, quando il popolo milanese insorse contro la dominazione austriaca. Seppur gli Austriaci fecero ritorno solo dopo pochi mesi, questo coraggioso atto di rivolta fu preludio della Prima Guerra d’Indipendenza.

Gerolamo Induno, La partenza dei coscritti del 1866 (Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento, Milano)

Al piano nobile del palazzo trova posto l’Archivio delle Civiche Raccolte Storiche, che raccoglie carteggi privati, manoscritti, atti pubblici, manifesti e bandi di epoca napoleonica e risorgimentale.
Nel 1925 si aggiunse l’Archivio della Guerra relativo al primo conflitto mondiale, tra cui lettere e diari dei combattenti, fotografie e rilievi cartografici dei diversi fronti. Successivamente venne ampliato con ulteriori fondi riguardanti la Prima Guerra d’Africa, la Guerra di Libia e d’Etiopia, fino alla Seconda Guerra Mondiale.

Di grande valore è la collezione delle stampe, che testimoniano la ricchezza, l’importanza documentaria e il ruolo di questa produzione nella costruzione della memoria storica collettiva dell’epopea risorgimentale.
Le collezioni si completano con la raccolta bibliografica, costituitasi a partire dal 1924, grazie anche alla donazione di Achille Bertarelli di documenti iconografici, volumi, opuscoli e periodici, databili tra gli ultimi decenni del Settecento e la fine del primo conflitto mondiale.
La biblioteca specialistica si è andata arricchendo negli anni di testi e pubblicazioni grazie ad acquisti e donazioni.