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Persona2018-06-11T21:03:47+00:00

Augusto Colombo

Scheda redatta da Claudio A. Colombo

Milano, 26 agosto 1902 - Milano, 17 gennaio 1969

Attività
Artista

Esponente di spicco del realismo figurativo, comandante – in incognito – di una formazione partigiana nel comasco, educatore civile e maestro d’Arte (con la Scuola d’Arte in piazza Borromeo, istituita nel 1933), Augusto Colombo definiva così la sua professione:

“dipingo per far vedere le cose e le idee nelle quali credo”.

Allievo di Mario Moretti-Foggia, di Giuseppe Palanti e di Antonio Ambrogio Alciati all’Accademia di Brera, a ventidue anni vinse una borsa di studio per un biennio di perfezionamento a Roma, a Firenze e a Parigi, dove ebbe modo di caratterizzare i lineamenti del suo mondo pittorico e di approfondire le tecniche e i metodi delle arti figurative. È peraltro molto probabile che negli anni successivi abbia frequentato le scuole d’arti e mestieri della Società Umanitaria, dato che un suo editoriale, accanto a quello di Riccardo Bauer, figura nel primo numero del “Bollettino della Società Umanitaria e dell’Associazione ex allievi A. Osimo” del 1947.

Le prime esposizioni

Augusto Colombo - Il martirio di Cesare Battisti (1940)

Dopo una personale alla “Vinciana” di Milano nel 1923, presentato da Pio Schinetti, tenne una grande mostra nel 1939 a Milano sotto l’egida della Società per le Belle Arti e Permanente; nel 1946 espose alla Galleria Dedalo di Milano il ciclo della prima “Via Crucis” (14 dipinti a tempera verniciata su legno) e nel 1967 il Comune di Moltrasio (Como) organizzò una mostra in omaggio all’artista, che qui aveva il suo studio di pittore. Fu anche presente alle principali mostre nazionali: Quadriennale di Torino del 1923, Mostra d’Arte Sacra di Bergamo del 1946, Iª Nazionale d’Arte Contemporanea di Milano del 1948, Mostra Internazionale d’Arte Sacra di Roma nel 1949, Mostre del Fondo Matteotti a Milano dal 1945 al 1950, Mostra del ritratto contemporaneo a Milano nel 1951, XXV Biennale della Città di Milano nel 1966. Nel 1966 è nominato membro del Comitato organizzatore della “Mostra d'arte contemporanea ispirata alla Resistenza”, insieme a Aldo Carpi, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Federico Quattrini, Attilio Rossi, Franco Russoli, Ernesto Treccani.

Maestro del realismo figurativo, Colombo ha lasciato il segno della sua personalità in dipinti che uniscono ai valori propriamente estetici un profondo contenuto “umano”, di cui sono testimonianza le grandi composizioni a Palazzo Marino o alla Basilica di San Babila a Milano, al Vittoriano di Roma, alle quadrerie dell’Ospedale Maggiore di Milano e dell’Ospedale S. Anna di Como, alla Cassa di Risparmio e all’Avis di Milano, e in raccolte pubbliche e private in Svizzera, Argentina, Messico e Panama.

Arte come impegno

Augusto Colombo, Primavera a Moltrasio (1967)

Lungo quasi un cinquantennio di attività Augusto Colombo ha offerto la misura delle sue doti di artista con opere di contenuto diverso, che segnano altrettante tappe del suo processo creativo, di cui sono esempi le solide composizioni come: “Il martirio di Cesare Battisti” (1940, Palazzo Moriggia | Museo del Risorgimento, Milano – che le cronache del tempo citano sia stato esposto nella grande mostra all’Arengario sulla Liberazione, durante l’Amministrazione del Sindaco Greppi) o “Allarme aereo” (1946, Istituti Clinici di Perfezionamento di Milano) o “La nascita dell’uomo” (1946, Ospedale Beata Vergine di Mendrisio); gli incisivi disegni sul dramma della guerra e le vicende politiche del nostro tempo (come i manifesti “Il bestiale fascismo è vinto” del 1945, “Liberateci dal nodo sabaudo” del 1946, e “Un’altra guerra? No! ” del 1947); l’originale contenuto religioso di opere come “La famiglia di Gesù” (1949, Nido Valdani a Milano), “Gesù e il fanciullo cieco” (1946, Istituto dei Ciechi di Milano), “L’adultera” (1961, raccolta Laura Milazzo Colli, Segrate); o la carica lirica di certi piccoli paesaggi, che costituiscono uno degli aspetti meno conosciuti della sua produzione degli ultimi anni. 

Il ricordo di Buzzati

Il pittore svolse inoltre una significativa attività di critica d’arte: fu tra gli esponenti della rivista "Perseo” dal 1932 al 1939, e nel 1945 fondò la rivista “Valori” e promosse il movimento “Le arti e la libertà”, insieme a Arrigo Minerbi, Anselmo Bucci, Aldo Borgomaneri e Aldo Palatini.

Così lo ricordava Dino Buzzati, nel volume Hoepli realizzato dai figli – Arturo, Cesare e Fausto – a pochi anni dalla scomparsa:

“Alto, la barba grigia, il volto nobile e aperto, Augusto Colombo anche nell’aspetto esteriore rispecchiava quella onestà, quell’amore del prossimo, quella serenità d’animo che sono sempre stati caratteristici della sua pittura ... Io credo nell’artista come uomo necessario, o almeno utile nella storia del suo tempo – diceva – Non credo nella libertà dell’arte come finalismo edonistico. Un assunto morale che si riconosceva in tutte le sue opere”.

 

(il presente testo arricchisce quello redatto da mio padre Arturo Colombo per Wikipedia)

Persone collegate

Cesare Battisti
4 febbraio 1875 - 12 luglio 1916

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