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Persona2018-06-11T21:03:47+00:00

Cesare Saldini

Scheda redatta da Stefano Morosini

Milano, 12 ottobre 1848 - Milano, 19 aprile 1922

Attività
Ingegnere

Nato a Milano il 12 ottobre 1848, figlio del tipografo ed editore Bartolomeo (che fondò e stampò il Giornale dell’ingegnere architetto, fusosi nel 1869 con Il Politecnico di Francesco Brioschi), Saldini compì a Milano gli studi presso l’Istituto Tecnico di Santa Marta, frequentò il biennio fisico-matematico all’Università di Pavia e quindi il triennio della Scuola di applicazione per ingegneri del Politecnico di Milano. Qui tenne per quasi cinquant’anni l’insegnamento di Tecnologie meccaniche, divenendone rettore nel biennio 1921/1922. Profondamente convinto del ruolo fondamentale del disegno all’interno della formazione tecnica, fu docente della materia anche presso la Società d’Incoraggiamento d’Arti e Mestieri.

 

L'Umanitaria e la Scuola di Elettrotecnica per Operai

Il 2 luglio 1901 entrò a far parte della Società Umanitaria, lavorando fianco a fianco, tra gli altri, con Giovanni Montemartini, Luigi Majno, Angelo Omodeo, Umberto Pizzorno. Una delle sue iniziative, nel giugno del 1902, fu la creazione della Scuola Laboratorio di Elettrotecnica per Operai, caratterizzata da un programma triennale di studio e da docenti e dirigenti di prestigio (fra gli altri spiccano i nomi di Ettore Conti, Giacinto Motta, Giovanni Battista Pirelli, Giulio Vigoni). I laboratori erano utilizzati di giorno dagli allievi del Politecnico e la sera dagli operai, in modo da fornire “quel corredo di cognizioni tecniche e di coltura speciale che le progredite condizioni dell’industria rende, più che utile, quasi necessario nell’interesse dei lavoratori e dell’industria stessa”.

Il lungo impegno di Saldini all’Umanitaria in qualità di membro del comitato direttivo è espressione di un liberalismo democratico che, nella collaborazione con le forze politiche di ispirazione socialista, si proponeva di “fare opera utile ed efficace, a vantaggio non solo del lavoratore, ma dell’industria e della coltura tecnica italiana” (lo dimostra anche l’impegno a trasformare l’antica Scuola Tipografica Milanese in un moderno istituto di arti grafiche, la Scuola del Libro).

 

Altri incarichi professionali

Busto marmoreo di Cesare Saldini

Oltre a svolgere importanti incarichi didattici e istituzionali, Saldini dimostrò notevoli abilità manageriali: fu presidente del Cotonifico Cantoni, della Compagnia Generale di Elettricità, della cartiera Pietro Miliani di Fabriano, della Società molini e pastificio Pantanella, con sedi a Roma e a Napoli, e vice-presidente della Società lombarda per la distribuzione dell’energia elettrica. Consigliere del Comune di Milano dal 1885, fu assessore ai Lavori pubblici (1892-1894 e 1905-1908). Fu inoltre vice-presidente della Banca commerciale (1916-1922), consigliere della Camera di commercio di Milano (1914-1921) e nel 1919 venne nominato senatore.

 

La scomparsa

Alla morte, avvenuta a Milano il 19 aprile 1922, Saldini fu commemorato tra gli altri da Filippo Turati, che lo definì “scienziato e insegnante infaticabile, tutore dei conculcati nelle lotte sociali e compositore prudente dei conflitti civili”. Il suo busto marmoreo è collocato in uno dei chiostri della Società Umanitaria.