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Persona2018-06-11T21:03:47+00:00

Ettore Fabietti

Scheda redatta da Giovanni Di Domenico

Trifoglieto (Cetona, Siena), 20 dicembre 1876 - Solbiate (Como), 19 marzo 1962

Attività
Dirigente

Il movimento delle biblioteche popolari fu tra le iniziative alle quali la Società Umanitaria diede maggiore impulso, sin dalla “Relazione-progetto per l’istituzione di un Consorzio per le Biblioteche Popolari”, curata da Augusto Osimo e Fausto Pagliari e uscita a Milano nel 1903. E se la mente politica del movimento fu sicuramente Filippo Turati, la sua fisionomia biblioteconomica e organizzativa e la sua crescita furono merito indiscutibile di Ettore Fabietti. 

L'amicizia con Filippo Turati

Il logotipo della Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari

Nato a Trifoglieto, una località del Comune di Cetona (Siena), il 20 dicembre 1876, Fabietti si trasferì intorno ai vent’anni a Firenze e poi, dal 1901, a Milano. Qui entrò subito in contatto con gli ambienti socialisti e strinse una duratura amicizia con Filippo Turati. Fu il leader riformista a coinvolgerlo nelle ferventi opere della Società Umanitaria. Terreno d’elezione del suo impegno divennero le biblioteche popolari: Fabietti se ne occupò a lungo, attraversando la stagione giolittiana, la guerra, il difficile dopoguerra, fino all’avvento e al consolidamento del fascismo. Egli operò dapprima come catalogatore; di seguito, coordinò due organismi che aveva contribuito a fondare: il Consorzio milanese per le biblioteche popolari, attivo dal 1903, e la Federazione Italiana delle Biblioteche Popolari, istituita nel 1908.

La biblioteca come organismo vivente

Alla causa delle biblioteche per il popolo e alla diffusione sociale della lettura Fabietti dedicò infinite energie e una grande passione, sorretta da capacità organizzative non comuni, da molte idee innovative, da competenze che andò via via affinando e orientando verso approdi avanzati, anche sull’esempio delle migliori realizzazioni americane ed europee nel settore delle public libraries.

La sua opera si ispirò sempre ai valori e agli indirizzi della cultura e dell’educazione popolare presidiati dall’Umanitaria; al tempo stesso, egli coltivò una visione tutt’altro che scontata nella realtà italiana dei primi decenni del Novecento: la biblioteca come organizzazione di servizi, la biblioteconomia come aggiornata competenza professionale. Seppe, così, condurre sia il Consorzio sia la Federazione (la seconda fino al 1926, allorché ne fu estromesso dal regime), pur tra carenze di risorse e limiti politico-culturali, a risultati straordinari per numero di biblioteche aderenti, lettori iscritti, prestiti erogati, specialmente nel periodo giolittiano. Fu anche in prima fila, accanto a Turati, nella battaglia per assicurare allo sviluppo delle biblioteche popolari e scolastiche un’efficace cornice normativa e adeguati finanziamenti.

Dalla biblioteca popolare alla biblioteca per tutti

Messaggio promozionale della Federazione Italiana Biblioteche Popolari (19010 ca)

Dalla metà degli anni Dieci in poi elaborò un graduale e faticoso passaggio dal concetto di biblioteca popolare, progettata per l’elevazione delle classi subalterne, a quello, più largo, di “biblioteca per tutti”, elaborazione che portò a compimento ne “La biblioteca popolare moderna”, ultimo suo contributo rilevante in quell’ambito. Accompagnò, peraltro, il lavoro sul campo con una copiosa produzione di opuscoli e articoli, a carattere ora informativo e promozionale ora di riflessione critica, scrivendo soprattutto per il “Bollettino delle biblioteche popolari”, “La coltura popolare”, “La Parola e il Libro”, riviste nelle quali svolse anche incarichi di direzione o di coordinamento redazionale. Diede alle stampe, inoltre, alcune guide bibliografiche e un fortunato “Manuale per le biblioteche popolari” (con edizioni nel 1908, 1909 e 1933, quest’ultima con il titolo La biblioteca popolare moderna”).

Ettore Fabietti si spense a Solbiate (Como) il 19 marzo 1962. Aveva scritto:

“Organismo vivente, la biblioteca è senza tregua in via di trasformazione: perde ed acquista, elimina e si alimenta”.

 

Persone collegate

Filippo Turati
26 novembre 1857 - 29 marzo 1932

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