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Persona2018-06-11T21:03:47+00:00

Elisa Boschetti

Scheda redatta da Eleonora Cirant

Volta Mantovana (MN), 1869 - Milano, 1955

Attività
Emancipazionista, femminista

Pioniera nel campo dell’assistenza sociale, attivista dell’Unione femminile e sua collaboratrice, poi dipendente della Società Umanitaria, diresse gli Uffici indicazioni e assistenza nella loro fase di avvio e strutturazione. Giornalista e traduttrice, femminista e socialista.

Di origine piccolo-borghese (il padre era un procuratore), colta e idealista, dal suo arrivo a Milano nel 1901 fu tra le prime ad impegnarsi nella neonata Unione femminile. Ersilia Bronzini Majno la coinvolse subito nelle più importanti azioni dell’Unione: la candidatura per il Consiglio di amministrazione delle Opere Pie Cittadine, la gestione dell’Ufficio indicazioni e assistenza, la redazione del mensile di inchieste e notizie «Unione femminile», la partecipazione a congressi nazionali e internazionali.

Elisa Boschetti (Archivi dell'Unione femminile nazionale)

Stipendiata all’inizio dall’Unione femminile, poi dalla Società Umanitaria, divenne nel 1902 dirigente degli Uffici indicazioni e assistenza, che avevano lo scopo di orientare le persone bisognose agli enti pubblici e privati cittadini, istruendole su leggi e regolamenti, assistendole nelle procedure burocratiche. Un progetto politico, quello dell’assistenza pubblica garantita, che l’Unione condivideva con la Società Umanitaria, consorziata nella amministrazione degli Uffici. Nell’ambito di questa attività, E. B. curò la raccolta dei dati e la redazione della Guida pratica della beneficienza, previdenza e istruzione, che fu la prima pubblicazione di questo genere (1902).

Collaborò al periodico «Unione femminile» (1901-1905) con articoli sul mondo del lavoro, sulla beneficenza “come è e come dovrebbe essere” e di sostegno alla causa suffragista. Collaborò anche con «L’Italia femminile». Insieme a Bice Cammeo fu delegata dall’Unione femminile al Congresso internazionale di Berlino del 1904, con una relazione sulle scuole elementari e la condizione delle insegnanti in Italia.

Nubile per scelta, visse come molte della sua generazione la precarietà lavorativa cui erano esposte le donne del ceto medio e intellettuale. Divisa tra femminismo e socialismo, con il volgere di un intenso decennio di lavoro e di lotte E. B. scelse il secondo. Fu assunta all’Ufficio traduzione della Società Umanitaria e rivolse il suo impegno al movimento cooperativo, del quale fu studiosa e teorica, mentre ruppe del tutto i legami con l’ambiente femminista, ad eccezione di quelli con la cognata Larissa Pini in Boschetti.

Nel 1914 si trasferì a Londra per partecipare alle attività del movimento cooperativo femminile. Tornata in Italia, creò a Roma una pensione – studio per signorine inglesi, che funzionò solo per qualche anno.

 

Bibliografia

Buttafuoco, Annarita, Dalla redazione del periodico "Unione femminile" (1901-1905), in: "Nuova DWF", 1982, n. 2

Fiorella Imprenti, Competizione in famiglia. Unioniste e socialisti nel riformismo giolittiano, in: Emma Scaramuzza (a cura di), Politica e amicizia. Relazioni, conflitti e differenze di genere (1860 – 1915), Franco Angeli, 2010

Rachele Farina (a cura di), Dizionario biografico delle donne lombarde 568 – 1968, Baldini&Castoldi, 1995

Persone collegate

Istituzioni collegate

Luoghi collegati

Documenti collegati

Ufficio indicazioni e assistenza, opuscolo
1901
Guida pratica della Beneficenza Previdenza e Istruzione nella città di Milano
1904