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Persona2018-06-11T21:03:47+00:00

Jole Bragiola (Bellini) in Bersellini

Scheda redatta da Eleonora Cirant

n.d., 1862 - Milano, 1964

Attività
Dirigente, Emancipazionista, femminista

Bellini, nome di battaglia del padre mazziniano Pietro Bragiola, e Bersellini, come il marito Achille: sono questi i due cognomi con cui si firma Jole nel manifesto programmatico dell’Unione femminile alla sua fondazione, nel 1899. Di tradizione familiare democratica e mazziniana, iniziò la sua attività politica e sociale nella Associazione Generale delle operaie fondata da Laura Mantegazza, dove incontrò le donne con le quali avrebbe dato vita all’Unione.

Nel 1902, insieme ad altre unioniste, entrò nel Consiglio cittadino di amministrazione delle Opere Pie e nel 1908 fece parte delle Commissioni mandamentali di beneficenza, delegata dall’Unione Femminile su invito del Comune di Milano, dopo che la legge del 1890 sulle Opere Pie aveva ammesso le donne negli organi direttivi di questi enti.

Con la guerra di Libia (1911-12), rappresentò l’Unione femminile, insieme Virginia Bartesaghi e Lydia Cantoni, nel Comitato di assistenza Pro esercito, destinato a dare assistenza anche economica alle famiglie dei soldati. Con l’adesione al Comitato l’Unione metteva a frutto la propria esperienza in materia di assistenza, senza tuttavia prendere posizione nel dibattito politico tra neutralismo e interventismo.

La Grande Guerra vide J. B. B. impegnata nella gestione della Casa materna per i figli dei richiamati, che dava giornalmente asilo a più di cinquanta bambini e bambine di età compresa fra un mese e tre anni, figli di uomini richiamati al fronte e disoccupati, oppure orfani di padre e figli di madri malate. Nel 1917 fece parte del comitato promotore del Convegno nazionale femminile che si tenne a Roma per iniziativa della Associazione nazionale per la donna e da cui uscì un programma di riforma legislativa che per la prima volta univa tutte le associazioni impegnate nel movimento femminista dell’epoca, tranne le socialiste: ricerca della paternità, voto politico e amministrativo, abolizione dell’autorizzazione maritale.