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Persona2018-06-11T21:03:47+00:00

Luigi Minguzzi

Scheda redatta da Donatella Zanacchi

Bagnacavallo (Ravenna), 8 agosto 1878 - Milano, 10 marzo 1966

Attività
Amministratore pubblico

Luigi Minguzzi nasce a Bagnacavallo (Ravenna) l’8 agosto 1878, ultimo di 11 fratelli. Studia e contemporaneamente aiuta la famiglia lavorando nell’officina del padre. A 15 anni si iscrive, grazie a una borsa di studio, a un istituto tecnico e, dopo il diploma, alla scuola superiore di Agricoltura dove si laurea nel 1901. Fin dai primi anni di professione svolge molti incarichi di prestigio (detiene tra l’altro diverse Cattedre Ambulanti di Agricoltura); giunto a Milano, dopo un anno come direttore del Consorzio Agrario e delle Cooperative di Consumo, passa all’ufficio agrario della Società Umanitaria di Milano, di cui diventa prima vicedirettore e poi direttore, incarico che mantiene fino al 1924.

Svolge un’intensa attività sociale nel campo cooperativistico: fonda cooperative di consumo, di lavoro, agricole, edili (per la costruzione di case popolari) e le conseguenti federazioni per la provincia di Milano, delle quali assunse la presidenza. Dal 1911 al 1914 è consigliere della Congregazione di Carità, dal '14 al '23 ne diviene presidente, ottenendo per il suo impegno anche la medaglia di benemerenza del Comune di Milano. Allo scoppio della Prima guerra mondiale ha l’incarico di membro benemerito del Comitato centrale di assistenza per la guerra della città di Milano. 

Presidente dell'Ospedale Maggiore

Entra prima come consigliere, poi nel 1921 ne diviene il Presidente, all’Ospedale Maggiore di Milano. Sono per la Ca’Granda anni difficilissimi dal punto di vista finanziario: l’Ospedale è fortemente indebitato, circa 30 milioni di lire, sia per l’aumento complessivo dei costi di gestione sia per i diminuiti introiti degli affitti di immobili e terreni, che sono stati bloccati, e che costituiscono la parte preminente dei redditi dell’Ente. Per contro l’Ospedale vanta anche moltissimi crediti, di cui, sempre per la crisi economica post bellica, non riesce a rientrare. Minguzzi si dedica quindi soprattutto a cercare di trovare soluzioni per fronteggiare questa emergenza e per poter continuare a far funzionare, nonostante tutto, l’Ospedale.

Uno degli escamotage più facili sarebbe stato quello di vendere beni e proprietà, come fecero molti altri enti in quel periodo, soffocati dai debiti e allettati dalle quotazioni in rialzo dei beni immobili. La decisione di non scegliere questa strada, oltre che una manifestazione di rispetto nei confronti dei benefattori che avevano disposto quei lasciti, si rivelerà finanziariamente molto sensata e lungimirante.

Minguzzi affronta il problema da un’angolazione diversa: attua il decentramento ospedaliero, che era “sulla carta” da molto tempo, per realizzare il quale già la Cassa di Risparmio aveva erogato diversi finanziamenti, ma che non si era mai riusciti a realizzare. Non è un’operazione semplice: bisogna riuscire a svincolare l’Ospedale Maggiore dall’obbligo dell’assistenza ospedaliera ai malati dei comuni dell’antico Ducato di Milano, obbligare nel contempo i comuni suddetti al pagamento dei debiti nei confronti dell’Ospedale e all’assunzione di responsabilità diretta di assistenza verso i “loro malati” e quindi anche alla costruzione di numerosi ospedali minori “di circolo”. La Cassa di Risparmio con un mutuo a tasso agevolato e con ammortamento a lungo termine si offre di risolvere il problema del finanziamento, ostacolo non da poco certamente, ma è la parte burocratico amministrativa che tutto sommato si rivela più complessa: viene tuttavia conclusa, grazie all’abilità e all’impegno delle persone implicate, in un lasso di tempo ragionevolmente breve e già verso la fine del periodo di presidenza di Minguzzi si vedono i primi concreti, positivi risultati. Consapevole che i problemi finanziari dell’Ospedale Maggiore di Milano sono gli stessi di tutti gli altri grandi Ospedali, dopo un’accurata indagine, l’amministrazione ospedaliera milanese si fa promotrice di una convocazione a Roma di un grande convegno dei maggiori ospedali italiani. Lo scopo era quello di battersi per ottenere che tutti i comuni italiani potessero risolvere la pesante questione debitoria dell’assistenza sanitaria. Minguzzi viene incaricato di presentare al Consiglio dei Ministri la mozione approvata. La questione si risolve in pochi giorni: il Governo si fa carico del problema, incarica la Cassa Depositi e Prestiti di sovvenzionare i Comuni in modo che possano pagare i loro debiti. Nel suo unico anno di presidenza (si dimette nel 1922 dopo l’avvento del fascismo) Luigi Minguzzi si occupa anche di trovare una convenzione col comune di Milano per la gestione del Sanatorio di Garbagnate e dei rapporti tra Università e Facoltà di Medicina.

Fonda nel 1923, e diviene presidente, il Consorzio Mutualistico Sanitario di Milano, che provvede all’assistenza sanitaria degli operai e delle loro famiglie. Alla fine della Seconda guerra mondiale torna per un breve periodo, dal 1946 al 1947, nel Consiglio dell'ECA, erede della Congregazione di Carità. Muore a Milano il 10 marzo 1966, ed è sepolto al Cimitero Monumentale.