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>>“Rendere il volto al corpo della Giustizia” in finale al premio Arte Laguna 2018-2019 in mostra a Venezia

“Rendere il volto al corpo della Giustizia” in finale al premio Arte Laguna 2018-2019 in mostra a Venezia

2019-06-24T15:02:18+00:0024 Marzo 2019|Segnalazioni|

Nappe Arsenale Nord, Venezia

30 marzo 2019, inaugurazione  e annuncio dei vincitori ore 17.00.

31 marzo 2019 – 25 aprile 2019,
ore 10.00 – 18.00.

La mostra nasce dalla curatela di Igor Zanti con la collaborazione dei dodici giurati internazionali che hanno valutato e selezionato tutti i candidati che si sono iscritti al concorso da settembre a dicembre 2018. La mostra è allestita nei prestigiosi spazi dell’Arsenale di Venezia. Fra i finalisti della categoria Sculpture and installation c’è Simona Da Pozzo con l’installazione Rendere il volto al corpo della Giustizia, il cui progetto Hacking Monuments è stato presentato da ArtCityLab, sostenuto e sviluppato da Ex-voto e prodotto da Non Riservato per MilanoAttraverso.

L’artista ha ri-formulato il significato e il ruolo visivo dei monumenti presenti in città – a partire da quattro disegni che ne analizzano il legame con il territorio e sui margini in cui si potrebbe intervenire con interventi effimeri, hackeraggi che minino le consuetudini.
Focus della mostra è stato Rendere il volto al corpo della Giustizia, un’installazione che ricicla il monumento di Aurelio Ambrogio (detto Sant’Ambroeus cont i tett) in un’azione che prevede il coinvolgimento diretto dei cittadini, in un movimento di appropriazione della dimensione storica e rappresentativa dello spazio urbano.

Il corpo della statua, attualmente denominata Aurelio Ambrogio, si narra sia originariamente stato scolpito nel XVI sec. per rappresentare la Dea della Giustizia. Nei secoli è stata poi riciclata attraverso interventi che ne hanno cambiato solamente volto ed attributi per incarnare biografie di uomini realmente esistiti: Federico II d’Aragona, Bruto e infine Sant’Ambrogio.

L’installazione ha invitato i cittadini ad individuare un nuovo personaggio che potesse “mettere la faccia” per il corpo della Giustizia.

In mostra, l’opera ha raccolto 22 nomi:  Artemisia Gentileschi // Rosa Genoni // Annie Jones // Rosa Parks // Ipazia D’Alessandria // Irma Bandiera // Anna Coleman Ladd  // Teresa Noce // Michelina Di Cesare // Maria Zambrano // Käthe Kollwitz // Rosa Luxemburg // Rosalia Monntmasson // Bianca Maria Visconti // Aldo Busi // Irena Sendler // Federica Angeli // San Francesco // Carlo Alberto Dalla Chiesa // Nina Simone // Rita Levi Montalcini // Liliana Segre.

Simona Da Pozzo (Caracas 1977)
La sua ricerca multimedia sfocia nella produzione di situazioni ed interventi effimeri o permanenti nello spazio pubblico. Ha esposto al Museo de Arte Contemporaneo de Caracas, il MMOMA, Mosca; Nac Foundation, Rotterdam; Museo d’Arte Orientale, Torino; Biennale del Mérida (Venezuela); Yerba Buena Center For The Arts, San Francisco; Gallerie de l’Institut Francais du Liban.

Sito: www.simonadapozzo.net/index2.php

blog del progetto: https://hackingmonuments.tumblr.com

video account vimeo: https://vimeo.com/user739424