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Istituzione2018-06-11T21:08:54+00:00

Congregazione di Carità di Milano

Scheda redatta da Redazione MilanoAttraverso

Servizi assistenziali

Sede
Palazzo Archinto (1862 - 1937)

Edificato
Istituto Inabili a Lavoro (1926 - 1929)

A partire almeno dal XIV secolo si era andata gradualmente formando a Milano una vasta rete di istituzioni benefiche e assistenziali variamente caratterizzate per ispirazione, criteri operativi e raggio d'azione, accomunate sotto il nome di "luoghi pii elemosinieri" ma tra loro indipendenti, che svolgevano una fondamentale funzione di contenimento della povertà mediante la distribuzione di sussidi, generi alimentari e altri beni di prima necessità, e la costituzione di doti per ragazze povere.

Nel 1784 Giuseppe II introdusse in Lombardia, come negli altri territori della monarchia asburgica, una Pia Casa di Lavoro volontario (a San Vincenzo in Prato) e una Pia Casa degli Incurabili (ad Abbiategrasso), le cui spese di funzionamento andarono a gravare sulle casse degli antichi Luoghi pii elemosinieri di Milano, il cui assetto fu radicalmente trasformato mediante la concentrazione degli enti minori, una trentina, nei cinque Luoghi pii principali (Quattro Marie, Carità, Misericordia, Divinità e Loreto), e soprattutto mediante la separazione della gestione patrimoniale, lasciata appunto ai Luoghi pii, dalla distribuzione delle elemosine, sotto diretto controllo statale.

Il processo di accorpamento amministrativo culminò nel 1801 con la concentrazione dei cinque Luoghi pii elemosinieri in un unico Capitolo centrale, mentre in età napoleonica si giunse ad unificare sotto un nuovo organismo amministrativo, denominato Congregazione di carità, tutti i settori assistenziali: gli ospedali, le case per anziani e per minorenni, e appunto l'erogazione delle elemosine. Dal 1808 al 1825, dunque, i Luoghi pii elemosinieri fecero parte della III Sezione della Congregazione di carità napoleonica, insieme ad alcuni istituti largamente sussidiati proprio dall'asse elemosiniero: la Pia Casa degli Incurabili di Abbiategrasso e le Pie Case d'Industria di Ricovero di San Vincenzo e di San Marco.

Anche dopo la soppressione della Congregazione di carità napoleonica, i Luoghi pii elemosinieri mantennero la separazione fra l'amministrazione patrimoniale (affidata a un unico Amministratore) e la distribuzione delle elemosine e delle doti (affidata a una Direzione composta da cinque "condirettori".

Il corridoio della direzione della Congregazione di Carità presso la sede di Palazzo Archinto in una foto degli anni Venti del Novecento (Archivio ASP Golgi-Redaelli, Milano)

Dopo l'Unità, in attuazione della legislazione sabauda sulle opere pie, in ogni comune d'Italia venne istituita una Congregazione di carità, che a differenza di quella napoleonica limitava la propria competenza all'erogazione dei soccorsi ai poveri: a Milano la Congregazione di carità postunitaria, introdotta nel 1862, di fatto fu una nuova rappresentanza dei Luoghi pii elemosinieri e delle Pie Case, ma ebbe il vantaggio di riunire in un unico organo decisionale le funzioni amministrative e quelle direttive, eliminando così un dualismo che aveva provocato una grave situazione di crisi economica. In particolare ciò comportò il controllo diretto della Pia Casa degli Incurabili (oggi Istituto Geriatrico "Camillo Golgi" di Abbiategrasso) e delle due Pie Case d'Industria, poi riunite nel 1880: soppresse nel 1902, il loro patrimonio fu devoluto al Ricovero di Mendicità, che nel 1929 ebbe nuova sede in piazza Giovanni dalle Bande Nere (oggi Istituto Geriatrico "Piero Redaelli"). Accanto a questi, tra Otto e Novecento l'ente creò o prese in gestione altri ricoveri e numerose opere pie minori.

La Congregazione di Carità fu soppressa nel 1937, sostituita dall'Ente Comunale di Assistenza (Eca).