Via Pitteri 56, anni Trenta del Novecento
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Ente conservatore
Una vista della nuova sede dei Martinitt a Lambrate subito dopo l'inaugurazione nel 1932.
Il duca di Milano Francesco II nel 1528 offrì la possibilità di radunare gli orfani milanesi presso l'oratorio di San Martino, in un palazzo nell'attuale via Manzoni, all'angolo con via Morone. I ragazzi orfani vennero così chiamati Martinitt, mentre le ragazze vennero chiamate Stellinn ("Stelline"). La data convenzionale della nascita dei Martinitt risale al 1532. Federico Borromeo, su suggerimento di suo cugino san Carlo Borromeo, gli offrì a sua volta lo Spedale dei Mendicanti di corso Magenta (oggi Palazzo delle Stelline) che divenne in seguito l'orfanotrofio femminile. Nel 1772 gli orfani lasciarono via Manzoni e si trasferirono, su disposizione di Maria Teresa d'Austria, nell'area del convento di San Pietro in Gessate. In questa nuova sede i ragazzi sarebbero potuti rimanere fino ai 18 anni e imparare un mestiere. Quando Napoleone prese Milano nel 1796 trasformò la sede di San Pietro in ospedale militare. I Martinitt allora si trasferirono in alcuni locali di Brera e poi nell'ex convento di San Francesco Grande. Nel 1803 i Martinitt tornarono nella vecchia sede di via Manzoni che li vide, nel 1848, come staffette degli insorti negli scontri delle Cinque giornate di Milano, spostandosi da una barricata all'altra.
Una nuova sede dei Martinitt, in via Pitteri 56, venne inaugurata nel 1932. Tre degli industriali più noti e ricchi uscirono dalle fila dei Martinitt: Angelo Rizzoli, fondatore dell'omonima casa editrice Rizzoli Editore. Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica che produce e commercializza occhiali. Edoardo Bianchi, fondatore dell'omonima azienda produttrice di biciclette e automobili.
⇒ Fonte: Instagram, Milano scomparsa o quasi