Piazzale Dateo, anni Venti

Scheda redatta da Redazione MilanoScomparsa

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Una foto del 1920 dell'enorme complesso del Brefotrofio Provinciale di Milano, in Piazzale Dateo.

La vasta piazza porta un nome che è noto più o meno a tutti per motivi di trasporti pubblici e viabilità, ma pochi sanno da chi prenda il nome.

Datheus era un milanese di origine longobarda, facente parte di una ricchissima famiglia della bassa nobiltà germanica. Quando i Franchi invasero il Nord Italia, conquistandolo, Datheus era un presbitero e l'arciprete della Basilica Maior o Basilica di San Salvatore, una delle due cattedrali di Milano, prima della costruzione del Duomo.

Giunto sul letto di morte, lasciò un testamento che così recitava: «Nel nome di Cristo. 22 febbraio 787, tredicesimo anno del regno in Italia di Carlo e Pipino, eccellentissimi Re e Signori nostri. Dateo, arciprete della santa Chiesa milanese, figlio di un alto ufficiale regio, il defunto Domnatore, con l’aiuto della divina misericordia, vuole stabilmente fondare in questa città di Milano, presso la chiesa cattedrale, un brefotrofio come opera di santa carità cristiana».

Fu così costruito il primo orfanotrofio d'Europa in Contrada dei Due Muri, tra la Scala e il Duomo, con annessa una chiesa, San Salvatore in Xenodochio, ove fu sepolto il benefattore. La chiesetta fu ristrutturata dal Richini nel Cinquecento e pesantemente ritoccata internamente nel 1733, aveva una sola navata e possedeva tre cappelle. In una di essere era situato lo Sposalizio della Vergine di Panfilo Nuvolone.

Il palazzo dello Xenodochio sopravvisse per oltre 1000 anni, nel 1808 infatti fu demolita la chiesetta per far spazio al Teatro Re e nel 1864 circa, durante i lavori per la costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II, fu demolito anche l'orfanotrofio. 

Nel 1911 venne costruito il Nuovo Brefotrofio Provinciale e, nel 1930, la vasta piazza in cui si trova venne dedicata all'arciprete Datheus.

 

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