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Dalle case operaie ai quartieri popolari

2020-02-05T14:45:17+00:0018 Gennaio 2020|Da MilanoAttraverso, In Primo Piano, Itinerari culturali|

Lunedì 3 febbraio 2020, ore 18.00,

Palazzo Morando | Costume Moda Immagine,
Via Sant’Andrea, 6 – 20121 Milano.

All’interno del ciclo di conferenze Architettura Sociale a Milano nel ‘900, proposto dall’ASP Golgi-Redaelli e dalle Raccolte Storiche del Comune di Milano di Palazzo Morando nell’ambito del progetto MilanoAttraverso, Ornella Selvafolta terrà il terzo di sei incontri, sul tema dell’edilizia popolare.

La conferenza tratterà delle abitazioni per le classi meno abbienti nel periodo cruciale che va dalla seconda metà dell’Ottocento al primo Novecento. In questi decenni il problema della casa si manifesta in dimensioni tali che non possono essere ignorate e che esigono nuova attenzione da parte delle istituzioni cittadine. Dai primi esempi di case operaie costruite dalle società di mutuo soccorso e cooperative edilizie, si arriva, all’inizio del Novecento, ai quartieri popolari costruiti dal Comune di Milano e poi dall’Istituto Autonomo Case Popolari (IACP), passando da una concezione benefica-assistenziale a un’idea di abitazione come servizio per la collettività. Tali cambiamenti si riflettono nella cultura del progetto architettonico e nella progressiva definizione di diverse tipologie edilizie. Milano costituisce a questo riguardo uno straordinario terreno di applicazione dove si sono susseguiti i modelli più avanzati, caratterizzati da un alto livello di ricerca e varietà di soluzioni.

Tra gli esempi più significativi (tuttora presenti nella realtà cittadina) si ricordano il complesso operaio di via San Fermo e il villaggio di villini unifamiliari di via Lincoln; i quartieri sperimentali della Società Umanitaria in via Solari o in viale Lombardia, e quelli del Comune di Milano in via Mac Mahon o in via Spaventa, i quartieri dello IACP costruiti alla vigilia della prima guerra mondiale e i “villaggi di casette” immediatamente successivi al conflitto. Nell’insieme essi evidenziano l’importanza e l’unicità di un grande patrimonio cittadino di storia, arte e cultura.