«Le case di ringhiera sono tipiche abitazioni popolari di Milano e Torino: edifici da due a cinque piani suddivisi in piccoli appartamenti di uno o due locali, raggruppati intorno a un cortile comune, servizi e scale anch’essi in comune. Dietro questo modello abitativo ci sono motivi economici, perché consente di ospitare il massimo numero di famiglie nel minor spazio possibile. Le case di ringhiera incoraggiano le attività collettive ma precludono la privacy. Chi entra e chi esce è sotto gli occhi di tutti. Non c’è litigio che non sia di pubblico dominio. Ogni viaggio al gabinetto diventa un evento pubblico. I panni sporchi – veri e figurati – si lavano collettivamente» (John Foot, Milano dopo il miracolo, 2015).