Il problema della casa, rilevante fin dagli ultimi decenni del XIX secolo, assume un ruolo centrale nella storia di Milano a partire dal secondo dopoguerra, quando alle necessità legate alle distruzioni belliche, si va ad aggiungere un’imponente crescita demografica conseguente al processo di industrializzazione e di terziarizzazione della città.
Secondo i dati ISTAT la popolazione di Milano, che all’inizio del XX secolo era di circa 500.000 abitanti, nel 1951 raggiunse e superò la soglia di 1.200.000 unità, per arrivare ad oltre 1.700.000 venti anni più tardi.
Per far fronte a questo incremento, che coinvolse anche l’hinterland della città, venne allora avviata la realizzazione di nuovi complessi popolari, quando non addirittura di interi quartieri, che determinarono un rilevante ampliamento dello spazio urbano e la formazione di nuove periferie.
Alcuni scorci di tali aree sono raffigurati nelle prime serie di immagini, insieme a due casi particolari, quali lo stabile popolare realizzato dall’ECA in via Ponzio e le abitazioni per i dipendenti dell’Aem; nelle serie successive sono protagonisti invece gli abitanti, gli spazi di aggregazione e anche le proteste, che i cittadini misero in atto per migliorare la qualità della vita nelle periferie.