La legge Luzzatti del 1903 fu la prima in Italia ad affrontare il problema delle case per gli strati più disagiati della popolazione. Lo strumento utilizzato fu la concessione di agevolazioni creditizie e tributarie ai costruttori sia pubblici che privati.
A Milano i primi a recepire questa sollecitazione furono la Società Umanitaria, il Comune e l’Istituto case popolari. Alla prima si deve la realizzazione dei quartieri operai di via Solari (1906) e di viale Lombardia (1909) entrambi su progetto di Giovanni Broglio; mentre il Comune di Milano e, dal 1908, lo ICP, provvidero all’edificazione di vari altri complessi, tra cui quelli ubicati nelle vie Ripamonti (1905-1906), Mac Mahon (1908-1909), Spaventa (1909) e Tibaldi (1910).





