La crescita demografica di Milano proseguì con intensità anche durante il periodo fascista; all’inizio degli anni ’30 la città superò infatti la soglia del milione di abitanti. Ne conseguì un sensibile aumento della richiesta di case popolari, alla quale lo IFACP rispose edificando numerosi complessi abitativi in diverse aree della città, alcuni destinati alla piccola borghesia, altri ai ceti più disagiati. Tra le realizzazioni più rilevanti si segnalano quelle dei quartieri Vittoria, Solari, Regina Elena (poi “Mazzini” in zona Corvetto), Villapizzone, XXVIII Ottobre (oggi Stadera, via Montegani) e “Cesare Battisti” (via Vasari). Si ricordano inoltre le “case minime” – abitazioni popolari di dimensioni ridotte – realizzate negli anni ’30 nei quartieri Baggio, Bruzzano, Vialba e Taliedo.