La Società Umanitaria accoglie 2224 bambini viennesi

Tra il 28 dicembre del 1919 e i 21 gennaio 1920, grazie a tre spedizioni, partirono verso Milano dei treni speciali con a bordo 2224 bambini viennesi di età compresa tra i 3 e i 13 anni, vittime delle conseguenze della recentissima prima guerra mondiale, da cui l’Austria era uscita sconfitta. I treni che accompagnarono i ragazzi erano provvisti di personale infermieristico il quale si occupò anche della consegna delle provviste alimentari e degli indumenti a coloro che ne avevano necessità. I piccoli viennesi, tra l’altro, furono accompagnati anche da alcune maestre, anch’esse viennesi, che li istruirono durante il soggiorno.

I comuni di Milano, Bologna, Reggio Emilia, Alessandria, Cremona, Novara, Busto Arsizio e Codogno si impegnarono in un gesto di fraternità umana, che andava oltre ogni rivalità, a offrire un’assistenza non solo materiale ma anche morale a questi bambini.

I bambini vennero accolti dalla Società Umanitaria, in quanto essa possedeva “la Casa dei Migranti” collocata nei pressi della stazione, per poi essere smistati nelle varie istituzioni di assistenza climatica o, il minor numero possibile, presso le famiglie private. In particolare i bambini di età inferiore a 6 anni finivano prevalentemente nelle abitazioni di cittadini mentre quelli più grandi nelle apposite sedi degli enti partecipanti al progetto.

La maggior parte dei fanciulli tornarono a Vienna alla fine del maggio dello stesso anno.

Arrivo bambini a Vienna
I bambini scendono dal treno alla stazione di Vienna (Città di Milano, maggio 1920)

La colonia di Cocquio Sant’Andrea accoglie 76 bambini viennesi

Case vacanze Cocquio S.Andrea, 1922
Refezione dei bambini nella colonia di Cocquio Sant’Andrea, 1922 (Archivio Storico Società Umanitaria)
Case vacanze Cocquio S.Andrea, 1922
Cucina della colonia di Cocquio Sant’Andrea, 1922 (Archivio Storico Società Umanitaria)

Durante la Prima Guerra Mondiale l’Umanitaria si accorse che i ragazzi che frequentavano le sue scuole stavano attraversando pesanti difficoltà in quanto il padre e i fratelli venivano richiamati alle armi mentre la madre doveva assentarsi in cerca di occupazione. La Società decise, dunque di assistere i piccoli anche durante le vacanze estive. In questo modo, nel 1915, si passò all’acquisto di Villa Verga a Cocquio S. Andrea. Gli ambienti della villa si dimostrarono ben presto soddisfacenti e così, nel gennaio del 1917 la casa di vacanza divenne colonia permanente.

La colonia di Cocquio accolse nel 1920 73 ragazzi e 3 ragazze viennesi. Durante tutta la permanenza dei bambini nella colonia le comunicazioni tra essa e il comune restarono aperte in modo da poter soddisfare tutti i bisogni dei ragazzi e soprattutto per poter mantenere il contatto con le famiglie. Tra le carte d’archivio numerose sono le richieste di indumenti, di cibo o di informazioni riguardo salute, condizioni e comportamento dei piccoli ospiti. Abbiamo inoltre registri risalenti a quell’epoca in cui sono presenti i dati relativi alla variazione di peso e ai miglioramenti fisici dei ragazzi durante la permanenza nella colonia. Altre fonti scritte hanno reso noto il fatto che lo stipendio delle maestre viennesi fu a carico del comune di Milano per un primo periodo fino a quando, ripresasi dalle difficoltà economiche, la città di Vienna stessa restituì il denaro. A questa impresa caritatevole contribuirono diverse donazioni (palloni, vestiario, alimenti, denaro) di numerosi enti.

Società Umanitaria
Statuto della Società Umanitaria, illustrazione (Archivio Storico Società Umanitaria)

I BAMBINI VIENNESI

Progetto di alternanza scuola/lavoro:
Classe 3B del Liceo classico “S. Quasimodo” di Magenta – a.s. 2017-2018
Introduzione
Accoglienza presso l’Istituto Derelitti
Colonia di Oleggio e Laura Del Soldato
Società Umanitaria
Vicende private dei bambini