L’umanità prima di tutto

Alla fine della Grande Guerra, Milano fu uno dei Comuni che decise di ospitare i bambini provenienti da Vienna, accogliendo i figli di coloro che fino a poco tempo prima erano loro nemici. Questi bambini venivano accolti nell’Istituto Derelitti di Milano e nelle colonie; nell’Archivio dell’azienda di servizi alla persona Golgi-Redaelli sono conservati i fascicoli con le informazioni sui bambini.

I fascicoli si presentano con alcuni dati personali degli ospiti (nome, genitori, data di nascita e dimora), date di ammissione e dimissione e indicazioni sugli eventuali trasferimenti o rimpatri dei bambini. Sulla copertina è annotata la rilevazione mensile del peso a cui venivano sottoposti i piccoli viennesi: capitava che bambini di dodici anni, come Franz Bauer, arrivassero pesando solamente 22 kg, ma grazie alle premure del personale riuscissero ad aumentare di peso in pochi mesi.  Erano infatti ricorrenti casi di denutrizione che spesso erano causa di indebolimento del corpo e facilitavano l’insorgere di malattie.

Franz Bauer
Fascicolo relativo a Franz Bauer, 1920 (Archivio ASP Golgi-Redaelli)

Tra le malattie che ricorrevano frequentemente ricordiamo la polmonite bilaterale, come nel caso di Ferdinand Hermann, ricoverato in infermeria dal primo febbraio 1920 fino a metà marzo per poi essere trasferito a Cornigliano Ligure per ristabilirsi al mare. Come si evince da una lettera trovata all’interno del suo fascicolo, il bambino è stato salvato solo grazie alle assidue cure di medici ed infermieri.

Dai documenti analizzati possiamo ipotizzare che tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio del 1920 ci sia stata un’epidemia di influenza poiché alcuni dei bambini nello stesso periodo erano in infermeria per ricevere un’adeguata assistenza medica a causa di questo malanno.
Inoltre, le scarse condizioni igieniche in cui i bambini avevano vissuto in patria, favorirono la diffusione di malattie cutanee come la tigna e la scabbia. Abbiamo riscontrato un caso di tigna tricofitica, che colpì il piccolo Alois Stefel, e un caso di scabbia, che aveva contagiato Oskar Richter Neubauer.

Franz Marouscheck
Lettera di Franz Marouscheck (Archivio ASP Golgi-Redaelli)

Ai bambini viennesi venivano impartite lezioni di lingua italiana da alcuni interpreti, tra i quali figura il signor Antonio Zanella, maestro a cui i piccoli erano affezionati a tal punto da scrivergli lettere di ringraziamento una volta tornati a casa. In queste lettere, spesso rivolte in realtà al direttore dell’Istituto Derelitti, abbiamo riscontrato alcuni errori ortografici e grammaticali, come uno scorretto uso degli accenti e confusioni nell’utilizzo delle vocali. Ad esempio in una lettera del 5 giugno 1920 Franz Marouschek, uno dei bambini tornati a Vienna, scrive più volte in maniera errata la parola “maestri”.

Inoltre abbiamo analizzato un documento datato 14 marzo 1920 in cui Zanella venne falsamente accusato di aver dato uno schiaffo ad Alois Schriker, mentre in realtà si era limitato a un gesto confidenziale per farlo rientrare all’interno della fila. Le accuse furono poi smentite anche dal bambino stesso con l’aiuto di un interprete non coinvolto nella vicenda.

Sfogliando i fascicoli dei ragazzini, abbiamo notato che alcuni di loro trascorsero questi quattro mesi di permanenza in Istituto insieme. Per esempio Franz Bauer e Karl Halla sono arrivati entrambi il 22 gennaio 1920 per essere poi dimessi il 21 maggio dello stesso anno. I due, alla fine del viaggio di ritorno, inviarono due cartoline molto simili rivolte al direttore dell’Istituto nelle quali parlavano al plurale. Ipotizziamo quindi che non si separarono neppure durante il viaggio di ritorno.

Ragazzate targate anni ‘20

Tra i documenti conservati nell’Archivio dell’ASP Golgi Redaelli è presente un quadernino risalente ai mesi di permanenza dei bambini viennesi che contiene le annotazioni del maestro Zanella sul comportamento tenuto dai suoi alunni.

Uno dei bambini il cui nome figura spesso in questo piccolo quaderno è Leopold Nikola, arrivato a Milano il primo marzo 1920 da Cornigliano Ligure.

Leopold ha scritto numerose lettere ai suoi genitori, in particolare alla madre, lamentando di voler tornare nella colonia marittima o piuttosto di andare dalla zia.
Grazie alle sue lettere abbiamo ottenuto anche informazioni sull’alimentazione dei bambini, limitata a pane, latte e zuppa, testimonianza della situazione di povertà del primo dopoguerra. Secondo documenti ufficiali invece ai bambini veniva offerto un menù ben più ricco.

In un’altra delle sue lettere, invece, racconta di essere costretto ad andare in Chiesa due giorni alla settimana, il giovedì e la domenica. La Chiesa era uno dei luoghi in cui i bambini, allora come ora, si divertivano a disturbare le funzioni religiose come testimoniato da questa nota: “Tutti inquietavano le suore nel dormitorio e Nikola Leopold disturbava in Chiesa.”

Leopold è stato coinvolto anche in altre piccole bravate; alcune buffe note lo confermano: “Nikola Leopold, Neubauer Oskar, Halla Karl… trovati tutti senza mutande” e “Si arrampicano sui gabinetti per raggiungere il deposito dell’acqua per bere.”

È evidente che, nonostante le ferite lasciate dalla guerra fossero ancora aperte, i bambini mostravano la loro vivacità e spensieratezza per superare le difficoltà di un momento tragico della storia mondiale commettendo le più svariate marachelle come i bambini di oggi.

Leopold Nikola
Lettera di Leopold Nikola (Archivio ASP Golgi-Redaelli)

I BAMBINI VIENNESI

Progetto di alternanza scuola/lavoro:
Classe 3B del Liceo classico “S. Quasimodo” di Magenta – a.s. 2017-2018
Introduzione
Accoglienza presso l’Istituto Derelitti
Colonia di Oleggio e Laura Del Soldato
Società Umanitaria
Vicende private dei bambini